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Approvato il Piano di Emergenza Comunale

piano emergenza comunale
Il giorno 2 dicembre u.s. il ConsiglioComunale di Palestrina ha approvato all'unanimità il Piano di Emergenza Comunale (P.E.C.). In verità il Piano esisteva già, ma l'emanazione di nuove linee guida da parte dell'Agenzia Regionale di Protezione Civile ne ha reso necessario un sostanziale adeguamento.

Trattandosi di un documento di importanza strategica per la gestione delle emergenze, cerchiamo di capire che cosa è, che tipo di informazioni contiene e a cosa serve realmente un Piano di Emergenza Comunale.

Il P.E.C. è uno strumento fondamentale di pianificazione, obbligatorio a norma di legge, che permette di gestire con efficienza ed immediatezza le emergenze che si dovessero manifestare, sulla base dei rischi presenti su un certo territorio (eventi sismici, incendi boschivi, disastri idrogeologici, eruzioni vulcaniche, neve e gelo, blackout, diffusione o dispersione di prodotti chimici o tossici, ecc.).

Si parte dunque da due concetti basilari:

a) la descrizione dei rischi che insistono in ambito locale con la specificazione, per ogni rischio, degli scenari possibili e dei rispettivi effetti/danni per i vari livelli di gravità;

b
) l'individuazione dei soggetti (persone, beni, strutture, servizi) che potrebbero potenzialmente essere esposti al pericolo dei suddetti rischi; a tale scopo vengono dettagliate informazioni, indirizzi e recapiti riguardo ai vari servizi presenti sul territorio (sanitari ed assistenziali, scolastici, sportivi, di rete, ecc.), agli edifici strategici (Municipio, Carabinieri, Polizia Locale, Vigili del Fuoco, Corpo Forestale dello Stato, ecc.), ai Beni Culturali (Chiese, Monumenti, Musei, ecc.), agli edifici rilevanti (Cinema-teatri, Auditorium, Banche, Uffici Postali, ecc.), alle strutture critiche (ponti, sottopassi, ecc.)

Il secondo passo consiste nel delineare il modello organizzativo di intervento e le azioni per affrontare l'emergenza e per garantire il  ritorno alla normalità; in  questa fase  vengono descritte le procedure operative e le risorse, umane e strumentali, con l'attribuzione delle responsabilità ai vari livelli di comando; in particolare viene specificato "chi" fa "che cosa", in relazione allo scenario di rischio ed ai vari livelli di gravità che si possono manifestare.

Sono state anche individuate, e dettagliate con tutte le loro caratteristiche, le Aree destinate alla popolazione in caso di emergenza: in particolare le cosiddette "Aree di attesa", che si trovano in vari punti della città ritenuti sicuri e che sono da utilizzare, da parte dei cittadini, subito dopo il manifestarsi di una scossa sismica; co come sono state definite le "Aree di accoglienza", cioè quelle aree destinate alla costruzione di tendopoli, nell'ipotesi in cui se ne manifesti l'esigenza, nonché le "Aree di ammassamento", vale a dire le aree destinate agli eventuali soccorritori.

Infine, in allegato al Piano, e con una connotazione p squisitamente tecnica, è riportata una vasta cartografia, anche a corredo delle varie informazioni espresse in forma testuale.

D
a questa sintetica descrizione si può evincere quanto sia importante aver approvato tale Piano; tuttavia ancora più importanza riveste la fase successiva, quella che riguarda l'informazione per la popolazione, compresa quella degli istituti scolastici, e la formazione per gli addetti ai lavori, cui faranno seguito eventi esercitativi; tale fase sarà di prossima effettuazione e risulte determinante per sperimentare quanto riportato nel Piano e per verificarne quindi l'efficacia.

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